Arrivano i nostri
|
|
|
Buon Primo Maggio a Tutti.True natural farming uses no cultivation, no plow. Using tractors and tools destroys the true nature. Trees' biggest enemies are the saw and ax. Soil's biggest enemies are cultivation and plowing. If people don't have those tools, it will be a better life for everything..
La vera agricoltura naturale non usa coltivazione nè aratura. L'utilizzo dei trattori e degli attrezzi distrugge la vera natura, I più grandi nemici degli alberi sono la sega e l'ascia. I più grandi nemici del suolo sono la coltivazione e l'aratura. Se non avessimo questi attrezzi la vita sarebbe migliore. Masanobu Fukuoka |
Facciamo il punto
Il Tarlo asiatico (Anoplophora chinensis) già Cerambicide della lunghe antenne e in futuro possibile Longicorne cinese (perché no?) è un insetto di origine asiatica, la cui presenza è stata segnalata per la prima volta in Italia nell’anno 1997, nel territorio lombardo dei comuni di Parabiago, Legnano, San Vittore Olona e Saronno.
Ad onor del vero la maggior parte degli articoli reperibili sul web parlano di prime segnalazioni nell'anno 2000 (è comunque nota la pratica degli immigrati clandestini di cambiare i propri dati anagrafici).
Ad ogni buon conto la presenza di Anoplophora compie almeno 12 anni sul territorio nazionale.
Per celebrare questo evento la Regione Lombardia organizza un convegno internazionale che farà il punto della situazione (a memoria credo che sia già il terzo). L'iniziativa è, come sempre, lodevolissima. I maggiori esperti mondiali si confrontano per cercare di trovare una soluzione ad un problema definito temibilissimo. Io sono un povero fitopatologo di campagna e avrei una semplice domanda da porre: quante larve di Anoplophora e quanti mesi (o anni) sarebbero necessari per compiere il lavoro di una semplice motosega (per lo più di fabbricazione tedesca o svedese)?
Per saperne di più visitail minisito IO NON MASSACRO.
Nel frattempo, in attesa di fare il punto, a poche centinaia di metri di distanza dalla sede del convegno.....il canto delle motoseghe!
Ad onor del vero la maggior parte degli articoli reperibili sul web parlano di prime segnalazioni nell'anno 2000 (è comunque nota la pratica degli immigrati clandestini di cambiare i propri dati anagrafici).
Ad ogni buon conto la presenza di Anoplophora compie almeno 12 anni sul territorio nazionale.
Per celebrare questo evento la Regione Lombardia organizza un convegno internazionale che farà il punto della situazione (a memoria credo che sia già il terzo). L'iniziativa è, come sempre, lodevolissima. I maggiori esperti mondiali si confrontano per cercare di trovare una soluzione ad un problema definito temibilissimo. Io sono un povero fitopatologo di campagna e avrei una semplice domanda da porre: quante larve di Anoplophora e quanti mesi (o anni) sarebbero necessari per compiere il lavoro di una semplice motosega (per lo più di fabbricazione tedesca o svedese)?
Per saperne di più visitail minisito IO NON MASSACRO.
Nel frattempo, in attesa di fare il punto, a poche centinaia di metri di distanza dalla sede del convegno.....il canto delle motoseghe!
|
Non dimenticatevi di leggere la replica del Comune di MIlano.
Del resto sul lago di Como non è che le cose vadano tanto meglio. Tempi duri per il turismo. |
Do it right or not at all
Fallo bene o non farlo affatto. Questo è il motto di John Davey (1846-1923) il padre della chirurgia degli alberi. John fu il fondatore della Davey Tree Expert -ditta che attualmente occupa più di settemila dipendenti negli Stati Uniti di America e in Canada - e l’autore di “The Tree Doctor” libro che sto leggendo con estremo interesse e di cui avrò modo di parlarvi ancora.
Riflettendo sul motto “Do it right or not at all”, mi sono chiesto cosa occorra per fare bene una cosa.
Penso che gli elementi necessari siano tre.
Una persona inesperta disponendo di tempo e mezzi farà disastri tanto più gravi quanto più potenti sono i mezzi e il tempo di cui dispone.
In conclusione penso che il fattore più importante per fare bene qualsiasi lavoro sia la conoscenza.
Riflettendo sul motto “Do it right or not at all”, mi sono chiesto cosa occorra per fare bene una cosa.
Penso che gli elementi necessari siano tre.
- Conoscenza (Know How) – sapere perché fare, cosa fare e come fare.
- Mezzi – occorre dotarsi degli strumenti più appropriati. Questo richiede conoscenza e disponibilità economica adeguata.
- Tempo – lo svolgimento di qualsiasi mansione richiede tempo. La conoscenza e i mezzi possono ridurre i tempi ma non azzerarli.
Una persona inesperta disponendo di tempo e mezzi farà disastri tanto più gravi quanto più potenti sono i mezzi e il tempo di cui dispone.
In conclusione penso che il fattore più importante per fare bene qualsiasi lavoro sia la conoscenza.
Fermate il massacro (visita il mini sito)
|
Non ci sto, Io non capitozzo
Stagione di potatura, stagione di capitozzi. Rivolgo un appello a tuti gli Arboricoltori.
Fate valere la vostra professionalità. Non capitozzate gli alberi ma potateli secondo necessità senza appiattirvi sulle richieste del cliente. Siete voi gli esperti e voi sapete cosa e come si deve fare. Se non vi sentite abbastanza sicuri approfondite le vostre conoscenze ed agite sempre nell'interesse degli alberi P.S. Se desiderate utilizzare il logo che ho disegnato fatelo liberamente. Se vi serve in formato diverso non esitate a contattarmi |
L'insegnamento giunge solo a indicare la via e il viaggio; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. Plotino.
TreeDoctor is in - Il medico delle piante riceve
Dopo aver assistito alla proliferazione di medici
delle piante e di esperti di ogni disciplina ho deciso di provare a
mettere a frutto una esperienza professionale lunga 25 anni. (per saperne di più)
|
Vota il sondaggio
|
Potatura corretta? |
Scarica gli sfondi
Leggi gli articoli
Dendrofobia: la paura degli alberi

tree topping
La dendrofobia (paura degli alberi) è una malattia che si può manifestare con sintomi più o meno gravi ed accentuati (attacchi di panico acuti, difficoltà di respirazione, sudorazione eccessiva, vertigini, nausee e vomiti, palpiti, afasia). Sembra sia poco conosciuta ma piuttosto diffusa.
Non so se possa rientrare in questo quadro patologico la paura che gli alberi generano negli uomini quando - come è nella loro natura - diventano alti e grandi.
Improvvisamente, dopo trenta, cinquanta o cento e più anni di crescita ci accorgiamo della loro presenza. Sono alti grandi e pericolosi; potrebbero cadere o rompersi e provocare danni anche ingenti. Occorre intervenire senza esitazione. Improvvisamente non c'è più tempo.
Non so se possa rientrare in questo quadro patologico la paura che gli alberi generano negli uomini quando - come è nella loro natura - diventano alti e grandi.
Improvvisamente, dopo trenta, cinquanta o cento e più anni di crescita ci accorgiamo della loro presenza. Sono alti grandi e pericolosi; potrebbero cadere o rompersi e provocare danni anche ingenti. Occorre intervenire senza esitazione. Improvvisamente non c'è più tempo.
Il pifferaio magico, i topi, il sindaco e gli alberi
C’era una volta una piccola città di nome ............
I suoi abitanti erano sempre vissuti felici, ma da qualche tempo regnava una gran confusione!
La città, infatti, era stata invasa dai topi! Non c’era solo qualche topolino nelle cantine, ma centinaia di musini sbucavano da ogni angolo: si intrufolavano nelle cucine, saltavano dalle finestre aperte, correvano lungo i tetti delle case, sui cornicioni, si inseguivano per le scale…
I cittadini erano disperati e decisero di rivolgersi al sindaco della città, radunandosi nella piazza davanti alla sua finestra per protestare,,,(continua)
Morale dela favola: meglio un pifferraio magico della "pot atura degli alberi".
I suoi abitanti erano sempre vissuti felici, ma da qualche tempo regnava una gran confusione!
La città, infatti, era stata invasa dai topi! Non c’era solo qualche topolino nelle cantine, ma centinaia di musini sbucavano da ogni angolo: si intrufolavano nelle cucine, saltavano dalle finestre aperte, correvano lungo i tetti delle case, sui cornicioni, si inseguivano per le scale…
I cittadini erano disperati e decisero di rivolgersi al sindaco della città, radunandosi nella piazza davanti alla sua finestra per protestare,,,(continua)
Morale dela favola: meglio un pifferraio magico della "pot atura degli alberi".
Si deve aggiungere altro?
Un nuovo platano viene collocato all'interno della ceppaia di un platano morto. Il lavoro è eseguito in modo “professionale” con tanto di tubo di irrigazione/drenaggio all'interno della “buca di impianto”. Ci troviamo in una ricca e popolosa cittadina del Nord Italia e l'intervento di riqualificazione del Verde viene eseguito sotto la direzione di un agronomo, noto esperto del settore. Si deve aggiungere altro?
Un suggerimento: la buca di impianto può essere utilizzata anche come cestino per la raccolta dei rifiuti.
Un suggerimento: la buca di impianto può essere utilizzata anche come cestino per la raccolta dei rifiuti.
Taglio a fetta di salame vs taglio a doppio spiovente
Il taglio a fetta di salame fa scivolare l'acqua e il legno non marcisce.
In Italia molti "arboricoltori professionisti" sostengono ancora che il taglio obliquo a "fetta di salame" fa scivolare l'acqua e in questo modo il legno non marcisce. Guardatevi dai consigli di questi "esperti" che probabilmente farebbero meglio a cambiare mestiere (magari, perché no, fare i salumieri).
Cambiare mestiere (non necessariamente fare il salumiere, professione che richiede un elevato grado di professionalità) non dovrebbe risultare loro difficile.
Essendo dotate (come la maggior parte degli Italiani) di molta fantasia e creatività, queste persone potranno diventare esperte di qualsiasi altra materia senza fatica e nel giro di poche ore.
Purtroppo però i risultati col tempo si vedono.
Cambiare mestiere (non necessariamente fare il salumiere, professione che richiede un elevato grado di professionalità) non dovrebbe risultare loro difficile.
Essendo dotate (come la maggior parte degli Italiani) di molta fantasia e creatività, queste persone potranno diventare esperte di qualsiasi altra materia senza fatica e nel giro di poche ore.
Purtroppo però i risultati col tempo si vedono.
Il taglio a doppio spiovente fa scivolare l'acqua ancora meglio e il legno non marcisce del tutto
Il tetto a doppio spiovente con falde molto inclinate fa pensare a una regione dal clima molto nevoso (fatto contraddetto dalla presenza di un banano).
La neve scivola, non si accumula sul tetto che così non dovrebbe rompersi. Per quale motivo eseguire un taglio a doppio spiovente su un albero? Risposta facile. Per fare in modo che l'acqua e la neve non si accumulino sul ramo …
“Quousque tandem” (fino a quando) dovremo sopportare simili idiozie?
La neve scivola, non si accumula sul tetto che così non dovrebbe rompersi. Per quale motivo eseguire un taglio a doppio spiovente su un albero? Risposta facile. Per fare in modo che l'acqua e la neve non si accumulino sul ramo …
“Quousque tandem” (fino a quando) dovremo sopportare simili idiozie?
Un proverbio greco recita all'incirca così: “Diventa grande quella nazione dove gli anziani piantano alberi della cui ombra non godranno mai”. Cosa sarà di quelle nazioni dove i giovani tagliano gli alberi della cui ombra hanno già goduto?
Un albero per ogni nato
La legge 113 del 29 gennaio 1992 dispose “l"obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica”.
Legge ampiamente disattesa.
A quasi 18 anni di distanza il Consiglio dei Ministri approva in via preliminare un decreto di legge che “punta a rendere effettivo per i comuni l'obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci.
In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell'albero portandoli da 12 mesi a 30 giorni”.
Non commento.
Spero solo che i bimbi neonati godano di migliore salute degli alberi messi a dimora per loro. Non è sufficiente piantare un albero, bisogna curarlo.
Per saperne di più
Legge ampiamente disattesa.
A quasi 18 anni di distanza il Consiglio dei Ministri approva in via preliminare un decreto di legge che “punta a rendere effettivo per i comuni l'obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci.
In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell'albero portandoli da 12 mesi a 30 giorni”.
Non commento.
Spero solo che i bimbi neonati godano di migliore salute degli alberi messi a dimora per loro. Non è sufficiente piantare un albero, bisogna curarlo.
Per saperne di più
Occorrono cento anni per “fare” un albero di cento anni.
Questa affermazione può apparire assolutamente banale e anche stupida. Tuttavia molti non hanno la chiara coscienza del fatto che un albero, una volta abbattuto, non c'è più e non può essere facilmente sostituito. Posso abbattere un muro di cento anni e ricostruirlo (come nuovo), posso abbattere un albero di cento anni ma non ho il sostituto. Non l'equivalente. Anche gli alberi invecchiano, si ammalano e muoiono. Anche gli alberi in particolari situazioni vanno abbattuti e sostituiti. Ma ricordiamoci sempre che una volta abbattuto l'albero non c'è più (e occorrono cento anni per “fare” un albero di cento anni).
Qual è la differenza fra uno spacciatore di droga e un medico?

Bergamo, gennaio 2010
Spesso gli allievi che frequentano i miei corsi affermano di sapere benissimo che certi interventi non devono essere eseguiti poiché danneggiano gli alberi, li deturpano e li spogliano della loro dignità. Tuttavia si vedono costretti a farli perché il cliente li richiede. Se non lo faccio io lo farà un altro (e io perdo il lavoro). Questo è un punto molto delicato. Per me, che mi guadagno da vivere tenendo corsi e facendo consulenze per gli amici, è facile dire che non si deve far questo o quello. Più difficile rifiutare il lavoro per chi di questo lavoro vive (magari avendo anche la responsabilità di mantenere qualche dipendente).
Esiste una via di uscita? Se c'è, come spero, l'esperienza mi dice che non è certo vicina. Non si tratta soltanto di avere arboricoltori più preparati e sensibili ma anche e soprattutto di formare clienti (pubblici e privati) in grado di riconoscere ed apprezzare i lavori ben fatti. Si tratta di un problema di educazione (del cliente) e culturale. Cambiare atteggiamenti che sono profondamente radicati richiede di norma moltissimo tempo. Ma se nessuno comincia...
P.s. Ecco la risposta alla domanda che Alex Shigo pose al termine di una sua conferenza:
“la differenza è questa: lo spacciatore fornisce al cliente quello che il cliente gli chiede, il medico fornisce al paziente quello di cui il paziente ha bisogno”
Esiste una via di uscita? Se c'è, come spero, l'esperienza mi dice che non è certo vicina. Non si tratta soltanto di avere arboricoltori più preparati e sensibili ma anche e soprattutto di formare clienti (pubblici e privati) in grado di riconoscere ed apprezzare i lavori ben fatti. Si tratta di un problema di educazione (del cliente) e culturale. Cambiare atteggiamenti che sono profondamente radicati richiede di norma moltissimo tempo. Ma se nessuno comincia...
P.s. Ecco la risposta alla domanda che Alex Shigo pose al termine di una sua conferenza:
“la differenza è questa: lo spacciatore fornisce al cliente quello che il cliente gli chiede, il medico fornisce al paziente quello di cui il paziente ha bisogno”
*Non possiamo salvarli (salvarci) dagli stupidi.

Roma, ottobre 2009
Navigando in internet alla ricerca di un vecchio proverbio greco mi sono imbattuto in una frase che mi ha particolarmente colpito. Questa è la frase “God has cared for these trees, saved them from drought, disease, avalanches, and a thousand tempests and floods. But he cannot save them from fools” e questa la mia povera traduzione “Dio si è preso cura di questi alberi, li ha salvati dalla siccità, dalle malattie, dalle valanghe e da migliaia di tempeste e inondazioni. Ma non può salvarli dagli stupidi”.
L'autore è John Muir ingegnere, naturalista e scrittore che non conoscevo - del cui pensiero e delle cui opere grazie a wikipedia mi sono potuto fare una idea. La frase è di grandissima attualità. Purtroppo nulla può salvarci dagli stupidi il cui numero è in costante aumento e le cui armi – nel nostro caso motoseghe, decespugliatori, soffiatori, catenarie, miniescavatori e quant'altro – sono sempre più potenti.
L'autore è John Muir ingegnere, naturalista e scrittore che non conoscevo - del cui pensiero e delle cui opere grazie a wikipedia mi sono potuto fare una idea. La frase è di grandissima attualità. Purtroppo nulla può salvarci dagli stupidi il cui numero è in costante aumento e le cui armi – nel nostro caso motoseghe, decespugliatori, soffiatori, catenarie, miniescavatori e quant'altro – sono sempre più potenti.
" Lo scopo vero dell'agricoltura non è coltivare le piante, ma la coltivazione ed il perfezionamento degli esseri umani". Masanobu Fukuoka
Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille! (Confucio)





















































